Difendere la propria reputazione online

Prima o poi può capitare a tutti: una foto imbarazzante pubblicata su Facebook, un commento a tinte politicamente scorrette, o semplicemente un episodio del passato che vorremmo finalmente lasciarci alle spalle. Quando si tratta di far tornare a galla le tracce della nostra vita digitale la rete non perdona, e questo può nuocere alla nostra reputazione online – e di conseguenza offline – quando le informazioni scottanti giungono nelle mani sbagliate, come quelle di un datore di lavoro. Quando poi si ha un’attività commerciale è anche peggio, perché le recensioni negative sul web influiranno sull’afflusso di clientela in futuro. Che fare?

Allerta reputazione

Allerta reputazione

Non è un caso se in questi ultimi tempi si sta assistendo a un boom dei servizi online che, dietro lauto pagamento, promettono di farci da paladini, difendendo a spada tratta ciò che di noi si dice nelle piazze virtuali e cancellando gli scheletri nell’armadio 2.0. Uno dei più famosi è Reputation.com, il cui sito proclama di essere già stato scelto “da un milione di persone”. Sarà vero? Almeno la chiamata preliminare di consulenza è gratuita. Dello stesso stampo è l’agenzia britannica Igniyte.co.uk.

Per le aziende invece c’è la possibilità di affidarsi alle cure di una nuova figura professionale, il reputation manager. Il suo compito è quello di monitorare le conversazioni in rete – social network, siti di recensioni, forum, blog e così via – interpretando i dati e intervenendo dove necessario, in collaborazione con il dipartimento delle pubbliche relazioni. Importante anche cercare di stringere un contatto personale con i cosiddetti influencer, ovvero i gestori di siti e profili che godono di fiducia e seguito da parte degli internauti.

Difendere se stessi online si può, ma la strada è tutt’altro che spianata, e richiede tempo e denaro. Attenzione perciò a soppesare bene azioni, parole e possibili conseguenze.

Diritto d’immagine: © willierossin – Fotolia

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